Porno Holocaust

Italia, 1980
Regia: Joe D’Amato
Cast: George Eastman, Mark Shanon, Dirce Funari, Annj Goren, Lucia Ramirez

Come si fa a girare un porno facendo credere al mondo intiero che si tratti di un horror quando bastano 10 minuti di visione per rendersi conto che, per essere un horror, di porno ce n’è parecchio, anzi, praticamente 3/4 della pellicola, e di horror, se così lo vogliamo definire, poco e nulla??? Così. Il genio delirante dell’Aristide Massaccesi mette in scena un susseguirsi interminabile di trombate senza costrutto e senza un perchè, un mero spunto di facciata diluito in una vera e propria orgia di sequenze caotiche…. un porno, in parole povere, ma con l’aggiunta di una storiella risibile e l’inserimento -per la nostra gioia- di un Modulok a far da cornice a cotanto festival di fiche spannate, peni in bella vista, trapanate di culo, giuochi a 3 e fellatio che fà quasi invidia ai maestri del genere. Il film fà parte del cosiddetto filone “Erotico-esotico”, una sequela di filmacci di ambientazione appunto esotica (Santo Domingo), che, a cavallo degli anni ‘80, cercarono con esiti perniciosi di fondere fra loro 2 generi all’apparenza distantissimi fra loro come l’Horror e l’Hard. I protagonisti dell’assurdo filmaccio in quistione sono:

  • uno scienziato
  • una coppia di biologi in crisi
  • una contessa (Annj Goren), che in una scena incredibile e totalmente indipendente dal resto della trama si farà sbattere da una coppia di negroidi verso i quali sembra provare reali schifo e ribrezzo…
  • un tenente della marina (Mark Shanon, incrocio fra Magnum P.I e Marco Predolin), che tromba come un coniglio sgonfiandosi come un palloncino a cui viene tolta l’aria ogni volta che raggiunge l’orgasmo, e, quando non tromba, regala battute del calibro di: “Non so se l’ha notato, ma ho il fisico tirato di un atleta olimpico alle finali”
  • il dottor Leimor (George Eastman, detto Kusturiza per la sua somiglianza con il Fellini dei Balcani), l’unico che non tromba in un film in cui tromba chiunque, ma che, nonostante questa sua purezza e castità, non scamperà alla morte, non prima però, di regalare a propria volta perle come: “Non sono un botanico, ma questa frutta sembra insolita”
  • la dottoressa Annie (Lucia Ramirez)

Questa così male assortita congerie di stronzi si reca su un’isola tropicale per effettuare delle ricerche. Arrivati sul luogo, scoprono che un test nucleare ha provocato delle mutazioni genetiche tra gli animali, che hanno assunto dimensioni spropositate. Si scopre anche che un uomo del luogo è stato trasformato in un terribile mostro dal volto deformato e dal pene gigantesco, che gira per l’isola stuprando e sventrando le donne. E’ proprio la comparsa del Modulok (un negroide ricoperto di pustole di cartapesta dovunque tranne che sulle braccia), a risvegliare il povero spettatore dal letargo in cui stava per farlo piombare la prima ora di film, nella quale, a parte trombare come ricci, poco o nulla d’altro si fà. Il gruppo, ritrovasi bloccato sull’isola, poiché qualcuno ha disancorato la loro barca, non tarda a ritrovarsi faccia a faccia con il merdosissimo Modulok, vera presenza incombente…. Alcuni poveri cristi vengono legnati sulla testa dal mostraccio tramite ramo di palma, e la testa esplode loro in un putiferio di trippa al sugo; il Biologo viene annegato in mare, il dottor Leimor (Kusturiza) viene strangolato, la spocchiosa contessa stuprata e sventrata, ma è probabilmente alla povera moglie del biologo che spetta la sorte più assurda ed esilarante di tutte: il soffocamento mediante fellatio forzata praticata al Modulok che le radiazioni hanno dotato di un pene delle dimensioni di un baobab secolare. La dott.ssa Annie verrà rapita dal terribile modulok, che tuttavia la risparmierà perchè gli ricordava la defunta moglie (pateticissima trovata), limitandosi a legarla dentro la sua spelonca. Annie però riesce a fuggire e a ricongiungersi con P.I Predolin, che finalmente può affrontare il Modulok in un duello finale fra i più stupidi ed inverosimili della storia del cinema: il nostro eroe trombino spara una arpionata nel cuore del modulok, centrandolo in pieno. Il Modulok non muore manco per sbaglio, e il Predolin, in preda al panico, indietreggia e cade a terra mentre l’essere immondo avanza verso di lui alla velocità di un passo all’ora. Predolin sembra ormai alla totale mercè del mostro che incombe su di lui quando Annie, che stava assistendo alla scena fin dall’inizio senza fare nulla, grida, rivolta al Modulok: “Fermati!!!”….. E questi, chissà per quale ragione, cade di colpo a terra, morto stecchito!!!!!!! A questo punto i due, a bordo di una zattera di fortuna, possono finalmente fuggire dall’isola maledetta….. e il povero spettatore, annichilito più che appagato da oltre un’ora ininterrotta di trombate senza senso, sentenzia fra sè e sè: il film è finito, giusto? mica tromberanno ancora….. E invece, incredibile ma vero, quando anche il più libidinoso dei fruitori di brutture cinematografiche aveva dichiarato di averne abbastanza, ecco profilarsi pure in alto mare l’ennesimo coito fra gli unici 2 scampati alla furia del Modulok, coito che culmina con il solito accartocciamento su sè stesso da parte del Predolin e nell’avvistamento, all’orizzonte, di una nave che viene in soccorso dei naufraghi alla deriva. Scene di giubilo da parte dei due, nel bel mezzo delle quali, vero gioiello dell’intiera pellicola, fà capolino da dietro la barca la testa di uno dei tecnici dello staff del film…. una scena da vedere e rivedere, per la quale sarà valsa la pena di aver resistito fino alla fine e che vi regalerà risate a profusione…

Il degno epilogo di un filmaccio che, nonostante qualche trovata esilarante, nonostante la presenza del Modulok e nonostante questa imperdibile chicca finale, si dilunga davvero troppo nelle scene di sesso, che peraltro tendono a regalare noia più che godimento, e che necessita di un allenamento superiore a questo genere di produzioni, un allenamento che non tutti hanno….. assolutamente da sconsigliare ai novizi e ai puristi del Modulok merdoso.

VOTO MODULOK: 1,5/5

~ di gekkokamen su Mercoledì 16 Aprile 2008.

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