Casa Privata Per Le SS
Italia, 1977
Regia: Bruno Mattei
Cast: Walter Bigari, Thomas Rudy, Gabriele Carrara, Marina Daunia, Luce Gregory, Vassili Karis, Macha Magall, Ivano Staccioli, Tamara Triffez

Ed eccoci qua.. oscurità, una casa buia con icone religiose alle pareti ed un dominante requiem suonato all’organo… è così che ha inizio questa pellicola assolutamente delirante.
Il graduato delle SS Hans Schellenberg viene incaricato da un superiore dall’incomprensibile nome (qualcosa del tipo OberstbruchenFuhrer) di creare e gestire un bordello denominato Blumenstrauss al fine di smascherare presunti complotti e tradimenti al Fuhrer da parte di alti ufficiali tedeschi.
Hans si avvale dell’aiuto della sfregiata Frau Inge (Marina Daunia), di Madame Eva (Macha Magall), di cui è invaghito, e del professore senza scrupoli Jurgen.
Con quest’ultimo sottopone le migliori prostitute della Germania (????) ad una serie di sadici allenamenti per fare di esse dei veri e propri burattini sessuali, pronte e disinibite verso qualunque tipo di fantasia perversa (la scena degli allenamenti è memorabile.. una serie di riprese difficile persino da descrivere per la loro inarrivabile stupidità.. sesso con animali compreso).
E’ in questo segmento che fa la sua comparsa in un cameo Salvatore Baccaro (mitico caratterista di b-movie) del quale ci sembra giusto ricordare la presenza.
Pronte le prostitute il Blumenstrauss può aprire i battenti e come primi ospiti ha degli anzianotti ufficiali SS sospettati di alto tradimento al Fuhrer… tra questi menzione d’onore per Sagat di Street Fighter invecchiato. Il gruppo di ufficiali viene ben presto ammaliato da giochi erotici e ubriachezza, e all’apice del climax di godimento ognuna delle cariatidi naziste grida improperi ed offese al Fuhrer. Missione compiuta dunque per lo Shellenberg che mostra dal primo all’ultimo minuto del film la sua incredibile gamma di smorfie e sguardi da pazzo.
Theodor Anke (un calvo Cornacchione di Zelig) giunge a finire l’opera prendendo le veci di carnefice..Di lì a poco torna l’OberstbruchenFuhrer con un altra missione per Schellenberg: uccidere “il divino” Oscar Videvangher e i suoi sgherri, accusati si essere troppo idioti.. il piano è sempre il solito: offrire alcoolici e donne agli ospiti per prenderli di sorpresa nel momento di massima debolezza. Gli sgherri di Videvangher non sono altro che il russo rinnegato Kaminsky e un folle innominato con bandana nazista (che a detta di Videvangher predilige il sesso anale).
Schellenberg era a conoscenza di un peccato di violenza di Videvangher ai danni di una bambina spagnola e gioca questa carta per portare “il divino” alla pazzia: prima lo fa condurre nella sua camera e poi lo induce in giardino con l’ausilio del fantasma della suddetta bambina (chissà quanto ha pagato per ingaggiarla…??) che egli era ansioso di eliminare con una raffica di mitra. I suoi sgherri preoccupati lo seguono in giardino, “il bandana” visto il suo capo in preda al panico pensa bene di strangolarlo e ucciderlo (scena assolutamente incomprensibile), e poco dopo entrambi finiscono sotto le attenzioni del folle calvo Theodor Anke (che fa la sua seconda e ultima comparsa nel film!) che li uccide senza pietà.
Dopo quest’ennesimo successo Schellenberg pensa di dare allo spettatore un’altra dimostrazione della sua “frociaggine”: avendo a disposizione una gangbang con Eva e Frau Inge preferisce osservarle mentre si leccano e fare strani versi mangiando una cinta di cuoio (mah…).
A questo punto è tempo di controlli medici per le prostitute del Blumenstrauss e il doc Jurgen coglie incinta una delle donne (quella che si era fatta il bravo capitano nazista) e la costringe all’aborto. Nel frattempo Frau Inge è accecata dalla gelosia perchè sa che Hans ama Madame Eva; per questo decide di contattare l’OberstbruchenFuhrer per far uccidere il feticista capo del bordello; il pezzo grosso del Reich non tarda ad arrivare e consegnare l’ardua sentenza a Schellenberg che dovrà uccidersi a sera in una festa in suo onore, ma Inge, non ancora placato il fuoco della gelosia, decide di andare a sfregiare madame Eva, che si lancia dalla finestra e muore.
La guerra continua come ci testimoniano delle strane immagini rosse, e il capitano (quello che ingravidò la prostituta) è ancora vivo.
Frau Inge va a parlare con Shellenberg il quale apprende la notizia della morte di Hitler ed è felice perchè l’ordine dei suoi superiori non ha più valore e pensa di esprimere la sua felicità uccidendo la sfregiata soldatessa.
Nonostante la morte di Hitler al Blumenstrauss c’è sempre un motivo per una sana orgia di sesso e spumanti, ma a rovinare l’allegria ci pensa Schellenberg che si pente pubblicamente di essere tedesco sputando all’OberstbruchenFuhrer e facendo harakiri con uno spadino.
Da qui in poi tutti si uccidono felicemente… a turno ogni presente si spara nel cervello, tranne l’OberstbruchenFuhrer che opta per i genitali.
Qui giunge di gran carriera il buon capitano che è tornato per salvare le prostitute dalla prigionia russa, ma vedendo la carneficina preferisce ubriacarsi; al suo risveglio ritrova la prostituta che aveva ingravidato viva, ma molto scossa per l’aborto che aveva dovuto subire. I due fuggono insieme, salvi, ma psicologicamente distrutti.
In conclusione direi che questo film si presta ad un pubblico di esperti del modulok in quanto i punti morti ed i momenti in cui il ritmo non è certo coinvolgente sono molteplici… certo la pellicola è in grado di offrire spunti geniali, ma anche di annoiare lo spettatore fino al sonno… a meno che non siate pazzi o esperti del genere non mi sento di consigliarvelo..
VOTO MODULOK: 2/5




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